Header image ARCHIVIO DEL TEMPO CHE PASSA
RIGNANO SULL'ARNO
Indagine di archeologia umana e sociale
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Spigolatura... di DICEMBRE

DICEMBRE – Il nome deriva da decem (dieci in latino) perché era il decimo mese del calendario romano che iniziava con marzo. Si dice che dicembre sia il mese più... amato!

ANTICHE TRADIZIONI (dimenticate): IL CEPPO
Quella del “ceppo” è una tradizione fatta propria dai toscani, anche se si trova in quelle di altre nazioni europee e del mondo. Un tempo, quando in ogni casa c’era un camino e a Natale si svolgeva il suggestivo rituale del ceppo (o ciocco) natalizio. Nella notte si accendeva nel caminetto un grosso ceppo di quercia o di ulivo secondo le diverse tradizioni e che, si dice, avrebbe dovuto riscaldare e dare luce fino a Capodanno e alla Befana. Aveva un significato simbolico che intendeva bruciare il passato e, da come ardeva, si cercavano di cogliere i presagi per il futuro. Da alcune parti questa tradizione è portata nelle piazze, dove una grossa pira viene preparata e fatta bruciare per tutto il periodo natalizio. In passato qualcuno raccoglieva le ceneri e le spandeva sui campi per garantirsi buoni raccolti.

ACCADEVA A RIGNANO TANTO TEMPO FA
* Le disposizioni doganali del 18 dicembre 1579 sui “Passi dove s’hanno a rappresentare le bestie transumanti” ordinavano, fra l’altro, «di non passare l’Arno a guazzo con il bestiame, causa perdita dello stesso, non pernottare per due notti continue per volta, soddisfare i danni che il bestiame dovesse fare e passare per le solite strade dove sia più difficile fare danno» Seguiva l’elenco delle gabelle, diverse per tipo di animale e suo uso.

ACCADEVA A RIGNANO NELL’OTTOCENTO
* Visto che era in atto una grave epidemia di epizootica il 25 dicembre 1814 (!) ci fu un’adunanza comunale straordinaria urgente per nominare i soggetti preposti alla sorveglianza, per la migliore conservazione del bestiame bovino e indicare con prontezza le cose da fare. I nomi, seguiti dal domicilio e dal Circondario di pertinenza, con il Dottor Zagri Chelli sopra tutti, furono: Marco Galanti della bottega di Antica (Nazio) per Le Corti e Miransù; Marco Cellai della Luna per S. Quirico e Olmeto; Ferdinando Bartolini dell’Albiera per Torri e Volognano; Antonio Gerbi di S. Cristoforo per S. Cristoforo in Perticaia; Francesco Pratellesi di Pagnana per S. Leolino e Francesco Cecconi della Torretta per S. Clemente.

A RIGNANO NEL NOVECENTO
* L’11 dicembre 1927 la Pubblica Assistenza di Rignano decide di costituire una compagnia Filodrammatica composta dagli stessi Militi per dare recite a beneficio dell’Associazione che non si trova in floride condizioni e chiede di poter usufruire della Sala Teatro della Casa del Fascio. Il Consiglio è composto da Ardengo Mannucci, Cesare Bartolozzi, Baldassarre Castiglioni, Pietro Olmi, Adolfo Ferroni e Umberto Cappellini. Il Podestà, però, dice che esiste già una Filodrammatica e invita a contattarla per collaborare. Anche allora..!

PAROLE DI UN TEMPO
Transumanza – È il trasferimento stagionale delle mandrie e delle greggi verso i pascoli di montagna nella stagione estiva, e verso i pascoli a valle, nella stagione invernale.

AFORISMA DEL MESE
Dove sono i bambini che non hanno l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va nel pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.
(Gianni Rodari)